Un omaggio alla città sulle maglie del Genoa 2021-2022

Prima maglia Genoa 2021-2022

Se lo scorso anno era l’oro a colorare le finiture della divisa, per il 2021-2022 Kappa ha scelto il bianco per i suoi loghi, per la righina sul bordo delle maniche e per la frase “Into cheu de zena” stampata sul retro del collo.

Il tessuto è ultra leggero con cuciture in nylon per donare maggiore elasticità e comfort, la traspirabilità è assicurata grazie alla tecnologia Hidroway protection. I pantaloncini e i calzettoni del completo casalingo sono entrambi blu con bordi in rosso e bianco.

Seconda maglia Genoa 2021-2022

In trasferta torna la fascia rossoblù orizzontale con lo stemma del Genoa al centro a dividere i colori sociali, blu a sinistra e rosso a destra. Permane il colletto doppio, mentre cambia la scritta sul retro che diventa “Il Club più antico d’Italia”. Il rossoblù decora anche l’orlo delle maniche, il bordo posteriore e la stampa di nomi e numeri.

Terza maglia Genoa 2021-2022

La frase “A nòstra lanterna. A nòstra tæra”, stampata sul retro del collo, è lo slogan scelto per presentare la terza maglia del Genoa, svelata all’interno del complesso monumentale della Lanterna di Genova.

Ed è proprio la Lanterna, il monumento simbolo della città, a ispirare il grigio pietra della divisa. Sul lato sinistro spiccano lo stemma di Genova e una fascia verticale che riprende il design delle feritoie delle fortificazioni che ospitano il museo della Lanterna e i decori delle cornici delle terrazze del faro.

“La terza maglia è stata ribattezzata ‘Zena’ poiché rende omaggio alla tradizione, alla nostra terra – commenta Flavio Ricciardella Direttore Generale Corporate del Genoa CFC – un progetto iniziato due stagioni fa con la maglia dedicata alla croce di San Giorgio e proseguita l’anno scorso con la Kombat Pro 2020, dove l’oro e il blu erano un richiamo ai contrasti tipici della Liguria, una regione caratterizzata dal mare, dal sole e dall’oro dei suoi palazzi. Quest’anno la dedica è per il simbolo della città, la Lanterna”.

“Siamo felici della dedica della terza maglia del Genoa CFC – sono state le parole di Nicoletta Viziano, Presidente Mu.MA – è il riconoscimento del valore simbolico e identitario del monumento, che da quasi 890 anni rappresenta la città“.

L’omaggio alla città sulle maglie del Bologna 2021-2022

Prima maglia Bologna 2021-2022

La maglia casalinga si distingue per le tre ampie strisce rossoblù meno tradizionali su cui è disegnata una texture a mattoni, un elemento tipico dell’architettura della città felsinea (o per i più maliziosi un riferimento al main sponsor). I bordi delle maniche e il colletto a girocollo sono in maglieria e colorati di bianco, rosso e blu, all’interno di quest’ultimo è stampata la frase “Lo squadrone che tremare il mondo fa”.

Sul retro la grafica con i mattoncini scompare, in alto è visibile il motto “We Are One” che accompagna i rossoblù anche fuori dal campo.

I pantaloncini del completo home sono bianchi con un triangolo blu a sinistra e uno rosso a destra, i calzettoni sono blu con una banda rossa orizzontale, una bianca e la scritta Bologna frontale.

Seconda maglia Bologna 2021-2022

La maglia away è colorata di un bianco che vira verso il grigio con il colletto, sempre a girocollo, e l’orlo delle maniche ricoperti di rossoblù. Sullo sfondo compare la scritta “Bologna FC 1909” ripetuta a formare il profilo stilizzato delle Due Torri.

La divisa da trasferta si completa con pantaloncini blu e calzettoni bianchi con risvolto blu e profilo rosso.

Terza maglia Bologna 2021-2022

Macron sceglie il giallo per la terza maglia, si rivede anche la banda diagonale rossoblù in una versione minimal, infatti sfuma poco prima del main sponsor. In giallo sono anche i pantaloncini e i calzettoni.

Tutti i kit da gara hanno una vestibilità aderente, il pannello posteriore è in micromesh per rendere i capi più leggeri e traspiranti.

La maglia dell’Italia per la Nations League 2020-2021, la più leggera di sempre!

In occasione della fase finale della Nations League 2020-2021, l’nuova maglia Italia 2022 scenderà in campo con una maglia più “tecnologica” rispetto a quella con cui ha conquistato il titolo europeo pochi mesi fa.

La nuova maglia firmata Puma incorpora infatti la tecnologia Ultraweave, un tessuto estremamente leggero nato dopo anni di sperimentazioni con diversi atleti. Il telaio di base della casacca pesa soli 72 grammi, una riduzione del peso ottenuta grazie ad uno speciale tessuto in woven con un’elasticità a quattro direzioni. Sono state ridotte anche le cuciture all’interno, merito del design a 2 pannelli principali, rispetto ai più convenzionali 4-8.

Nuova è anche la tecnica di stampa per lo stemma della federazioni e per i loghi di Puma, più leggera e traspirante rispetto ai transfer tradizionali.

La tecnologia Ultraweave è stata incorporata nella “maglia Rinascimento”, la differenza più evidente è nel colletto che non è più a polo. Gli azzurri useranno la nuova divisa esclusivamente per le sfide di Nations League, a partire dalla semifinale con la Spagna. La stessa sarà poi indossata dalla nazionale femminile nelle gare di ottobre.

Colori, stemmi ed elementi decorativi: vi spieghiamo il regolamento UEFA

L’UEFA ha pubblicato qualche mese fa l’edizione 2021 del regolamento ufficiale sui kit e sull’equipaggiamento sportivo di club e nazionali. Si tratta di un piccolo aggiornamento rispetto alla versione del 2018, le nuove regole sono entrate in vigore in questa stagione.

Prenderemo in esame alcuni casi in cui i club hanno dovuto effettuare modifiche alle proprie maglie e riporteremo l’articolo del regolamento corrispondente. In questo modo cercheremo per quanto possibile di rispondere alle perplessità spesso manifestate nei vostri commenti.

Ucraina: Articolo 5 (Principi guida)

5.01 Nessun oggetto rientrante nel campo di applicazione del presente regolamento può offendere la comune decenza o trasmettere messaggi politici, religiosi o razziali.

L’attuale maglia dell’Ucraina (presentata per Euro 2020) presenta sul petto il profilo della mappa geografica del paese includendo la penisola della Crimea, ufficiosamente riconosciuta dalla Federazione Russa come proprio territorio. La Uefa ha approvato la maglia, sebbene gli abbia imposto di togliere uno dei due slogan presenti, “Gloria ai nostri eroi” (“Gyeroyam slava”) all’interno del colletto. Sono comunque in corso trattative tra le parti per arrivare ad un accordo.

Galatasaray: Articolo 8 (Colori e motivi)

8.05 Entrambe le maniche delle maglie devono essere identiche nel colore e nell’aspetto (es. motivo o disegno), tranne nel caso di maglie cerchiate, a righe o a quadri, sulle quali ciascuna manica può essere di uno dei due colori principali.

Nell’impegno casalingo in Europa League contro la Lazio, il Galatasaray è sceso in campo con una maglia modificata. La manica sinistra era completamente gialla spezzando così il design della maglia presentata ufficialmente.

Inter: Articolo 8 (Colori e motivi)

8.09 La scelta del pattern è illimitata con le seguenti eccezioni (da valutare a sola discrezione dell’amministrazione UEFA):

  • Il pattern deve essere non pittorico, ad esempio non deve contenere immagini, illustrazioni o altri simboli (qualsiasi motivo che non soddisfi questo requisito sarà considerato un elemento decorativo).

Nell’ultima partita giocata in Champions League contro lo Shakthar Donetsk, l’Inter ha indossato una maglia privata della grafica del biscione, considerata evidentemente dalla UEFA elemento pittorico. Nella versione modificata è possibile comunque intravedere la grafica anche se in forma lieve.

Roma: Articolo 8 (Colori e motivi) Articolo 10 (Numeri) e 12 (Elementi decorativi)

8.02 Il colore dominante (o i colori nel caso di capi cerchiati, a fasce, a righe o a quadri) devono essere ugualmente visibili sul retro e sul davanti di ogni capo di abbigliamento da gioco, esclusa la zona numerata sul retro delle maglie.

8.03 I colori usati per creare una maglia a cerchio, a strisce, a righe o a quadri sul davanti devono essere entrambi chiaramente visibili sul retro della divisa da gioco se lo stesso motivo (es. strisce) non viene utilizzato sul retro della maglia da gioco.

10.04 I numeri devono essere chiaramente leggibili dalla squadra arbitrale, dai commentatori, dagli spettatori e dai telespettatori, alla luce del giorno e sotto i riflettori, da almeno 50 metri di distanza.

12.01 comma c: non compromettere la particolarità dell’abbigliamento di gioco o dei suoi colori o la leggibilità dei numeri o dei nomi dei giocatori.

Nella scorsa stagione la Roma fu costretta a modificare il retro della maglia per non incorrere in sanzioni. Sebbene si potesse coprire la zona del numero con un quadrato (non obbligatorio) la Roma scelse di eliminare completamente il design della maglia.

Ajax e Roma: Articoli 13 (Identificazione della squadra) e 19 (Uso aggiuntivo di identificativi di squadra sull’abbigliamento da gioco)

19.01 Le squadre possono visualizzare fino a due identificazioni squadra nella zona colletto della camicia, però ogni identificazione scelto può essere usata una sola volta e non deve superare i 12cm². Le scritte non devono superare i 2 cm di altezza.

Al suo debutto con la nuova terza maglia, l’Ajax ha dovuto rimuovere la stampa dei “Three Little Birds” dal retro perché non riconosciuto come stemma identificativo del club. La cosa curiosa è che questo è il secondo intervento della UEFA sulle maglie dell’Ajax. Come ve ne abbiamo parlato nel pezzo sulla maglia home, la squadra di Amsterdam ha optato per maglie senza nomi, omaggio alle vecchie tradizioni. Inutile dire che in campo europeo i nomi sono presenti.

Stessa sorte è toccata alla Roma due stagioni fa per le partite di Europa League, quando la terza maglia blu fu privata di uno dei due loghi identificativi del club nella stampa a motivo jacquard. Nello specifico la maglia presentava un pattern costituito da una serie di cerchi che contenevano il monogramma “ASR”, alternati ad altri con il celebre Lupetto. Sulla maglia c’erano quindi ben 3 stemmi identificativi e la UEFA fu costretta ad intervenire.

Venezia: Articolo 5 (Stemma e nome della società)

Nonostante il Venezia non giochi competizioni europee abbiamo inserito il loro particolare caso in questo articolo, perché siamo abbastanza sicuri che la UEFA sarebbe intervenuta come per le squadre sopra elencate. In questo caso specifico è l’articolo 5 (Stemma e nome della società) del regolamento della Lega Serie A ad essere preso in esame.

5.1 Lo stemma della Società può essere apposto in forma applicata, ricamata, stampata, etc., una sola volta sulla maglia, una sola volta sui pantaloncini, una sola volta su ciascun calzettone e una volta in ognuna delle cifre che compongono il numero apposto al centro della schiena.

Il Venezia ha giocato le prime tre partite della stagione senza lo stemma societario sul petto. Secondo la Lega Serie A la scritta “VENEZIA” sul petto è intesa come secondo stemma identificativo del club e quindi ne è stato proibito l’uso.

In un secondo momento il club ha provato a bypassare la regola applicando alla scritta Venezia un leggero pattern tono su tono con la scritta “1600” (anniversario della città) giustificandosi con la motivazione che la scritta “VENEZIA” fosse intesa, già dalle origini, come un omaggio alla città e non alla squadra. Come si legge nel comunicato del Venezia sul sito ufficiale la Lega non ha accettato neanche quest’ultima modifica.

Benzema: «¿El Balón de Oro? Ya veremos, espero que sí»

El próximo 29 de noviembre acontecerá la gala del Balón de Oro. Y, como es habitual, los favoritos siguen siendo estando en boca de todos los medios de comunicación. Uno de ellos es Benzema, que ayer marcó un gran gol ante Finlandia tras una combinación con Mbappé y aseguró en el postpartido que espera ganar el prestigioso galardón que entrega France Football cada año.

«¿El Balón de Oro? Bueno, ya veremos, espero que sí», subrayó el delantero del Real Madrid, que ha firmado un 2021 inesperado por su vuelta a las convocatorias de la selección francesa. Ayer, el delantero alcanzó los 36 goles con la camiseta de Les Bleus, acercándose a la cuarta posición que ostenta Platini con 41 tantos.

Además, Benzema agregó que el objetivo del próximo año tiene que ser el Mundial: «Estoy contento de ganar, de participar y de marcar en los partidos. Estoy muy contento y espero que esto continúe. En todo caso, visto el equipo que tenemos, debe estar el Mundial entre nuestros objetivos, de prepararse bien para intentar alcanzar los objetivos, el cual es el Mundial, por supuesto».

Una pareja explosiva

El chandal Real Madrid 2021/22 se relame viendo lo que son capaces de hacer, juntos, Benzema y Mbappé. El festín que se dieron a costa de Kazajistán el pasado sábado, con seis goles entre ambos (un póker el parisino) en el demoledor 8-0 de Les Bleus, y los goles al alimón en el 0-2 a Finlandia de este martes han sido una demostración empírica de la química que desprenden estos dos futbolistas cuando coinciden en el terreno de juego con la misma camiseta. Una complicidad que crece y crece antes de que ambos puedan explotarla en Chamartín.

«Kylian y yo somos compatibles, jugamos muy bien juntos, nos divertimos», decía Karim tras el destrozo a los kazajos. Flores que volvieron de vuelta, con más, de su amigo. «Karim se merece todo lo bueno que le está pasando». No queda en palabrería, su estado de forma con Francia va a la par de la que están dando con sus clubes por separado.

El Madrid puede hacer cuentas. La aportación de ambos a nivel de clubes y selección se va a los 57 goles este curso, entre los marcados y las asistencias dadas. Benzema, 19 dianas (cinco de ellas con Francia) y nueve pases de gol (una con la selección del Gallo); Mbappé se los reparte de la siguiente manera: 14 tantos (siete son con su país) y 15 asistencias (cuatro, con Francia).

A nivel europeo, de los 21 jugadores que han participado en más goles en las cinco grandes Ligas, el equipo blanco presentaría con ellos dos la mayor potencia de fuego de todo el continente. La siguiente dupla más efectiva es la de Lewandowski y Sané (46 tantos) y bastante por detrás el tándem Salah-Mané (30). Para más felicidad en Concha Espina, Vinicius también se cuela entre esa selecta lista. El brasileño ha puesto su firma en 14 goles (nueve dianas y cinco asistencias). Ese tridente con el que se relame Ancelotti y el madridismo ha estado involucrado en 68 goles. Razones para asustar.

Centrándonos sólo en cómo operan en sus clubes, se han convertido en una ametralladora contra sus rivales. Benzema es el segundo de Europa con más disparos (51) y Mbappé, el sexto (41 chuts).

La decisión de Deschamps de recular y volver a citar a Benzema está permitiendo que la negativa del PSG a vender el verano pasado a Mbappé no ponga en barbecho su sociedad con Benzema. En este año de transición hasta quedar libre están creando vínculos con su país. Pero lo importante es que no se pisan ningún callo cuando juegan juntos. Asunto importante cuando hablamos de dos jugadores en el Top-4 de máximos artilleros de las grandes Ligas en este año natural si nos ceñimos a sus clubes. Mbappé sería el bronce (35 goles) y Benzema, el cuarto (32).

Pero en especial, se percibe el respeto que siente Kylian por Karim, al que ve casi como un ídolo. En los cuatro últimos partidos de Francia, el aún atacante del PSG ha dado cuatro asistencias y todas fueron al madridista. De los nueve que ha marcado Benzema en su regreso con Francia, seis vinieron de la mano de su amigo. La mejor prueba de que el dueto de siglas KB9-KM7 puede poner al Madrid en la estratosfera como no se veía desde el último gran 7 que habitó el Bernabéu, Cristiano Ronaldo.

Verde e oro sulla maglia del Bayern Monaco per l’Oktoberfest 2021

Per il secondo anno consecutivo non sentiremo il sindaco di Monaco di Baviera pronunciare la tipica frase d’apertura dell’Oktoberfest o “Wiesn” come la chiamano i bavaresi, «O’zapft is!» (letteralmente, «E’ stappata») per via dell’emergenza Covid.

Il Bayern Monaco, in collaborazione con Adidas, ha voluto celebrare a modo suo l’occasione rilasciando una divisa speciale che esprima il legame del club con la sua casa e le sue tradizioni.

La maglia è inoltre ispirata all’abbigliamento tipico delle zone di lingua tedesca noto come “Trachten”. Il colore della casacca è il verde scuro, mentre gli inserti, le strisce sulle spalle e gli sponsor sono dorati. Lo stemma societario monocolore è contornato da una corona d’alloro, ricamo tipico della tradizione bavarese. Sul retro all’altezza della nuca è raffigurata l’Edelweiss (stella alpina).

pantaloncini sono neri con inserti dorati mentre i calzettoni sono verde scuro con in risalto una grafica tono su tono che riprende la “Rautenflagge”, la bandiera bavarese composta di diamanti.

La maglia celebrativa ha fatto già il suo debutto il 18 settembre nella partita giocata contro il Bochum (finita 7 a 0 per i bavaresi).

Le maglie del Crotone per la stagione 2021-2022 firmate Zeus

Nel mese di agosto sono state presentate le nuove maglie del Crotone 2021-2022, firmate ancora da Zeus, in occasione della prima edizione del “Trofeo Luigi Vrenna” organizzato in memoria del compianto padre di Gianni, attuale presidente del club calabrese.

Ci sono alcune novità introdotte dal marchio sportivo campano, sponsor tecnico da più di dieci anni consecutivi, a partire dalla maglia home a quarti rossoblù che abbandona per quest’anno le bande verticali. Le maniche sono blu con un inserto rosso sul bordo, blu è anche il colletto alla coreana senza bottoni.

Un ulteriore dettaglio è la figura dello squalo, simbolo del club, impressa sul lato sinistro con tecnica embossed. Nomi e numeri sono applicati in bianco, quest’ultimi sono curiosamente identici a quelli della Serie A. I pantaloncini sono blu con gli orli colorati di rosso ed i calzettoni, sempre color blu, presentano un inserto sui polpacci ed il risvolto rosso.

Un’altra novità che caratterizza i completi da gara riguarda gli sponsor, ovvero tutti i partner commerciali da questa stagione sono rappresentati solamente da aziende calabresi.

La maglia away usa il grigio come colore di base, arricchito da dettagli rossoblù presenti nel girocollo e negli orli delle maniche. Anche nella divisa da trasferta lo squalo è raffigurato nel lato sinistro, curiosamente invece, nella divisa fuori casa i nomi dei giocatori sono stampati in rosso con i numeri in blu. I pantaloncini sono grigi abbinati in tinta alla maglia e presentano il medesimo inserto rossoblu nei bordi mentre i calzettoni, anch’essi grigi, presentano il risvolto blu ed un inserto rosso sui polpacci.

La quarta maglia della Roma 2021-2022 con il ritorno dello stemma ASR

Nonostante la terza divisa non sia stata ancora svelata, la Roma ha presentato la quarta nuova maglia Roma 2021-2022 griffata New Balance.

Il colore di base è il blu navy e il pezzo forte è il ritorno dello stemma con l’acronimo ASR sul cuore, lo stesso con i quali giallorossi tra il 1997 e il 2013 hanno conquistato uno Scudetto e per due volte la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Degna di nota è anche la trama tono su tono sullo sfondo che riproduce in serie il logo con il Lupetto.

Il giallo e il rosso compaiono sulle quattro righe orizzontali che decorano il pannello frontale, mentre il retro è a tinta unita.

Il colletto è a girocollo con la parte posteriore decorata da una fantasia a righe gialle, arancioni e rosse, un dettaglio già visto sul bordo delle maniche della divisa da trasferta.

“Mi piacciono molto i dettagli di questo nuovo kit e in particolare è un onore indossare un simbolo che significa molto per tutti coloro che sono legati alla Roma”, sono state le parole di Stephan El Shaarawy.

Ansu gana su primera final

Ansu Fati ganó su primera final para el camiseta Barcelona barata en Kiev en un partido que solo lo recordarán los muy barcelonistas. La victoria no aporta palmarés, pero salva (momentáneamente al menos, muchas cosas). Ansu marcó el gol de Bakero en Kaiserslautern, pero en versión marca blanca. Un gol que vale un triunfo que permite al equipo blaugrana clasificarse matemáticamente para los octavos de la Champions si gana al Benfica en el Camp Nou el próximo 23 de noviembre. El equipo que agonizaba revivió en Kiev sufriendo hasta el descuento.

Ante una situación crítica, el Barça tenía dos opciones: o salir con miedo o salir con grandeza. Lo primero existía y lo segundo es una característica a recuperar que el equipo de Sergi trató de recuperar en una puesta en escena muy animosa que se dio de bruces ante su incompetencia en los metros finales.

Salió el equipo blaugrana tratando de intimidar a los rivales a base de presionar a los ucranios, que en los primeros diez minutos de partido apenas pasaban de medio campo. Pero toda esa buena voluntad se disipaba en los metros finales, donde las ocasiones del Barça se resumían en el intento. Se hartó el conjunto catalán de llegar un segundo tarde a sus ocasiones y cuando llegaba (tarde) disparaba a las piernas de los defensas. El dominio se resumía en ‘casi ocasiones’.

Este escenario envalentonó al Dinamo, que vio que el Barça ladraba mucho, pero no mordía en absoluto y a partir del minuto 20 empezó a lanzar contragolpes que volvían a retratar uno de los grandes defectos del este Barça: con muy poco le hacen mucho daño, pero esta vez, Ter Stegen apareció para evitar que el primer disparo a portería del rival, en este caso De Pena, fuera dentro.

Shaparenko desperdició otra ocasión a la contra y al Barça le entraron las dudas. La grandeza del principio se había perdido y ante el miedo ya sólo quedaba el esfuerzo. En este punto, al equipo no se le puede negar empeño, pero la torpeza en los metros finales desbarataba cualquier tarea anterior, como cuando Memphis rechazó un cabezazo de Nico que iba a gol.

La segunda parte se presentaba como una lucha entre la efectividad perdida y la confianza añadiéndole una lucha contra el cronómetro. El Barça se enfrentaba a 45 minutos determinantes en los que se jugaba muchas cosas. Siguió el equipo insistiendo en su esfuerzo y en su inoperancia al finalizar. Parecía que no había manera de marcar, ni siquiera cuando se señaló un penalti a Ansu, que el VAR corrigió. Este chasco pudo ser fatal para el Barça, que sin embargo siguió porfiando y tras el enésimo centro de Mingueza al área, Ansu cazó ese balón que llevaba 70 minutos buscando para fusilar a Buschan.

El ritmo del Barça coincidió con la entrada en el campo de Demebélé, que aportó una amenaza al rival que hasta ese momento era inexistente. El tanto de Ansu puso de nuevo al equipo blaugrana a dudar entre la grandeza y el miedo. Quedaban 20 minutos de calvario. Y sí, no se podía saber, al Barça le temblaron las piernas y tuvo que aparecer Ter Stegen para evitar el empate en el 81 ante un Dinamo ya desmelenado que llevó al Barça al límite de la agonía.

Se defendió el Barça y logró llevarse tres puntos que combinados con la derrota del Benfica en Munich dejan a los catalanes dependiendo de si mismos para pasar ronda en la Champions tras pasar un calvario que solucionó Ansu Fati en una acción de rescate memorable.