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Sri Lanka sudorientale » Arugam Bay |
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| Pubblicato Giovedì 2 Febbraio 2012 da pierale |
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Arugam Bay, situato nello Sri Lanka sudorientale, è uno spot che secondo me ha pochi rivali nella stagione estiva, soprattutto per i surfisti regular. I motivi sono presto detti: temperatura dell’acqua, costo della vita, popolazione locale, qualità e consistenza delle onde, vicinanza spot - letto, ricettività turistica, sfruttamento/sviluppo urbano ancora minimo.
Un surf-trip ad Arugam Bay solo due contro: affollamento e viaggio (trasporto interno Colombo – Arugam Bay).
Questo detto in due parole. Eccovi invece punto per punto i perché, i per come, e qualche dritta. Per maggiori info generiche sullo Sri Lanka vedi anche l'articolo Sri Lanka » La Perla dell'oriente
Onde Scordatevi di andare a sinistra. Arugam Bay è terra di sole destre. Ed i suoi spot sono praticamente tutti point. Il che significa che è un parco giochi per i regular. Gli spot sono sia su roccia/reef (ad es. Main Point) che su sabbia (ad es. Baby Point, Lighthouse). Nella maggior parte dei casi l’ingresso è agevole, e spesso si va in modalità giostra: onda, atterraggio a riva, camminatina fino al point, ingresso con poche bracciate e quasi senza duck dive. Per quanto riguarda le dimensioni, io ho trovato dal metro ai 2,5. E se non vado errato gli spot reggono tutti bene o male le grosse dimensioni. Al massimo è vero il contrario: se c’è poco mare alcuni spot non lavorano. Per fortuna lo spot-garanzia è quello di fronte a casa: Main Point. Ed è anche lo spot che meglio regge l’affollamento.
Location La città di Arugam Bay si trova a 5 minuti di tuktuk da Pottuvil, il vero e proprio paese, ed il posto dove arriverà il bus (nel caso scegliate tale popolare ed economico mezzo). Arugam è’ la classica striscia di asfalto contornata da due file di piccoli edifici (negozietti, ristorantini, guest-house e pensioncine). Oltre questi edifici si trovano la giungla da una parte, e la spiaggia dall’altra. Arugam Bay ha 2 spot: Main Point e Baby Point, che si trovano nella spiaggia all’estremità sud del paese. Sono raggiungibili a piedi in due passi, ma la distanza inizia ad essere significativa se alloggiate all’estremità nord del paese (quella verso Pottuvil, per intenderci). Tutti gli altri spot (Peanut Farm, Lightouse, Okanda, etc etc) sono sparsi a sud e a nord, e dovrete andarci in tuktuk. Per quanto riguarda la spiaggia di Arugam Bay, aspettatevi una spiaggia ovviamente non attrezzata, con 2-3 bar sparsi, le barche dei pescatori a riva, le palme sullo sfondo. Una bella spiaggia tropicale, quindi, con acqua pulita.
Trasporti surfistici Il tuk tuk (in pratica un Ape Piaggio mezzo aperto, diffusissimo nel sudest asiatico) sarà il vostro unico mezzo di trasporto per raggiungere tutti gli spot (a parte Main e Baby point). Gli spot non sono tutti nelle immediate vicinanze: dai 20 minuti all’ora circa. Appena mettete piedi in strada con la tavola sotto braccio saranno loro ad affiancarvi e chiedervi se volete andare a surfare in qualche spot. Ci tengo a sottolineare che sono molto amichevoli, tutt’altro che molesti. Per come siamo abituati noi, all’ennesima offerta giornaliera probabilmente servirà uno sforzo per rispondere di rispondere gentilmente e con un sorriso...ma la ricompensa sarà una persona che vi regalerà un sorriso ed un saluto (indipendentemente dal fatto che abbia tratto qualche rupia trasportandovi o no) per il resto della vostra permanenza. Non solo: spesso sono fonte di informazioni. Sapere dove dirigersi per cercare le condizioni migliori e sfuggire all’affollamento è cosa importante. Chiedete informazioni ai guidatori di tuk tuk. Certo, qualcuno di loro potrebbe falsare l’informazione per “accalappiarvi”, ma con due domande ci si rende subito conto se sta dicendo o no il vero. Andare a surfare in tuktuk significa che il driver resterà ad aspettarvi, anche tutta la mattina. Costo: fino ai 10-15 dollari (da dividere tra i passeggeri), per gli spot più distanti. Non mi risulta che ci siano bici da noleggiare. Ad ogni modo la strada per molti spot sarebbe lunga, soprattutto con una tavola sottobraccio.
Acqua/clima D’estate è caldo, molto caldo, anche di notte. E umido. L’acqua è caldissima, a volte troppo. Vi troverete spesso a sperare che non venga fuori anche il sole, perché a quel punto si va davvero in surriscaldamento. Poche piogge (zero quando sono stato io). L’ escursione termica è ridottissima. Una felpa però fa comodo quando/se partirete all’alba in tuktuk verso gli spot distanti.
Affollamento Questo è un punto dolente di Arugam Bay. Per quanto ancora poco sviluppata e mal collegata alla capitale, surfare ad Arugam Bay potrebbe mettere alla prova la vostra pazienza....o le vostre doti di scaltrezza in lineup. Il Main Point è l’unico spot che, per quanto point, riesca a reggere 30-40 persone, e non è raro essere così tanti. E purtoppo non sarete gli unici neanche a svegliarvi all’alba per una early session. Gli altri point invece sono molto “più point”, nel senso che l’onda rompe in maniera davvero regolare e costante, per cui in 5 si è già abbastanza. In 10 si è ampiamente troppi. Per cui se ci si trova in compagnia di surfisti civili, si ruota sul picco. Roba da numerino al supermercato. Altrimenti è guerra all’ultima snakeata e droppaggio. E partire col buio la mattina, farsi 1h di tuktuk.....per arrivare su una spiaggia deserta ma con in acqua già 5 persone....è piuttosto snervante. Dovrete quindi cercare (o sperare) di essere in controtendenza. Al punto da utilizzare la menzogna per sviare gli altri surfisti. Benvenuti alla lotteria dello spot :)
Gli Israeliani La “questione israeliana” di Arugam Bay è qualcosa difficilmente comprensibile, sia a leggerla che a viverla. Non si capisce perché i surfisti israeliani abbiano tutti (e con tutti ovviamente intendo la significativa maggioranza) lo stesso atteggiamento. Prepotente, non rispettoso, non amichevole. E questa è ovviamente una mia opinione. Però fidatevi, è la medesima opinione di tutti i surfisti che ho incontrato nel mio soggiorno ed anche di altri che ci sono stati. Di conseguenza qualcosa di vero ci dovrà pur essere, no? La cosa interessante sarebbe cercare di capirne il perché.
Collegamenti Questa è la seconda nota dolente di Arugam Bay, che potrebbe scoraggiare qualcuno nella scelta di tale meta. Infatti per quanto la distanza effettiva da Colombo non sia abissale (poco più di 300km), il tempo per arrivarci lo è: 8-10 ore. E questo a causa delle strade, praticamente paragonabili ad una nostra statale, piena di curve e saliscendi, sorpassi strombazzanti....e cani che dormono in mezzo alla strada. Non esistono voli interni. Ne’ treni. Quindi l’unica soluzione è la strada. Con due opzioni. a) MINIVAN PRIVATO All’aeroporto, all’interno della zona arrivi, troverete 2-3 uffici di agenzie turistiche alle quali chiedere un trasporto verso Arugam Bay. Lo scorso anno chiedevano intorno ai 130-150 dollari, da dividere per il numero degli occupanti. Se viaggiate da soli vi consiglio di dare un’occhio a chi come voi ritira una tavola da surf dal nastro dei bagagli...andrà sicuramente ad Arugam Bay, e come voi avrà bisogno di arrivarci. Io vi consiglio un mio amico di Arugam, che fa questo lavoro e vi farà la tariffa più bassa. Si chiama Sugat, il suo numero è +94726052924. Potete mettervi d’accordo via telefono (sms) dicendogli che siete un amico di Alex. Per voi è più economico e comodo visto che potete trovare al vostro arrivo il minivan. Lui può lavorare e guadagnare (considerate che 130 dollari per 9 ore di viaggio, carburante incluso, non è niente). Ed io ci guadagno l’aver fatto un favore ad un bravo ragazzo di laggiù. b) AUTOBUS Qesta soluzione è più economica (di circa 100 volte). Un biglietto costa sui 2 dollari. Ma dovete prepararvi ad un viaggio di 9-10 ore in un bus che non è propriamente un nostro pullman da turismo. Io l’ho fatto l’anno scorso, ed è stato, come dire, mistico. Ho viaggiato di notte, stretto e scomodo con gente che mi dormiva addosso, in uno stato di semi-veglia in continuo equilibrio tra stanchezza, scomodità e sorpassi allucinanti. Ma è un’esperienza decisamente genuina. Comprese le varie soste per mangiare e riposarsi che l’autista fa ogni 2-3 ore circa. Se scegliete questa opzione, dovete prendere un taxi all’aeroporto, e chiedere di portarvi alla stazione dei bus. Siccome ce ne sono diverse, dite che dovete andare a Pottuvil. Non stupitevi del prezzo del taxi: ci vuole circa un’ora. Arrivati alla stazione, andate alla biglietteria e chiedete un biglietto per Pottuvil. Quello che avevo preso io mi ha lasciato ad Akkaraipattu, e da lì ne ho preso un altro (solo un’ altra ora) fino a Pottuvil. Quindi se alla biglietteria non riuscite a raccapezzarvi e trovare quello per Pottuvil, provate con Akkaraipattu. I bus sono piuttosto frequenti, tipo uno ogni 1-2 ore. Per il trasporto della tavola, io l’avevo messa dentro, in piedi contro la porta posteriore, che era bloccata. Per quanto riguarda il noleggio di un’auto non ho idea. Di surfisti in auto ad Arugam non ne ho visti. In realtà di auto ad Arugam non se ne vedono proprio, ci sono solo minivan e tuktuk.
Attività collaterali Considerato il fatto che Arugam Bay è in fase di sviluppo e che Pottuvil è un paesino senza turismo, non aspettatevi campi da golf o da tennis, ne SPA. In spiaggia non esistono lettini od ombrelloni. Al massimo potete andare al Mambo, di fronte al Baby point, per un lettino ed un drink. Questo se non vi disturba l’idea di passare al di là della barricata che separa il surfista avventuriero dall’uomo bianco (spesso molto bianco e molto ustionato) in vacanza nel paese in via di sviluppo di turno, servito e riverito che beve drinks disteso su un lettino, sotto una palma, al suono di musica occidentale. Ad ogni modo la spiaggia è godibilissima e pulita. Per quanto riguarda le escursioni, considerate che poco distante (Okanda) inizia un parco naturale. E che al mattino ed alla sera ai lati della strada vedrete spesso gli elefanti che escono dalla giungla. Quindi basta chiedere a qualsiasi guidatore di tuktuk, e vi porterà lui a fare un giro. Io ci sono stato, compresa una visita ad un bel tempio buddista in mezzo alla giungla, ed ho visto gazzelle, rapaci, coccodrilli, bufali!? Secondo me ne vale la pena. Se vi piace la pesca, portate con voi attrezzatura da spinning con filo dallo 0,35 in su. Ho visto tirar fuori dall’acqua, proprio al Baby Point, una bella bestia (tonnetto o simile). Di sera.... a nanna, che di mattina c’è da essere svegli presto! Anche perchè facendo buio alle 6, per l’orologio biologico vi dirà probabilmente di chiudere gli occhi verso le 10. Se volete, potete risparmiare le forze per le feste del Mambo. L’anno scorso ce n’erano due a settimana, ad agosto. Ma tranquilli, vanno tutti lì, quindi non c’è rischio di non venirne a conoscenza.
Soldi La moneta locale è la Rupia Singalese. Ad Arugam l’anno scorso non esistevano sportelli automatici per il prelievo. Ma a Pottuvil ce ne sono almeno due, e relative banche. Ad ogni modo chiedete un po’ in giro, magari ad un driver di tuktuk o al posto dove dormite: cambiarli al mercato nero conviene.
Dormire L’abitato di Arugam Bay è lungo circa 1-2 km. Ma lo spot è all’estremità sud. Il che significa che se prendete alloggio dalla parte di Pottuvil vi dovrete fare ogni volta una bella passeggiata. Un sito che contiene in pratica tutti gli esercizi di Arugam è ______ Io vi consiglio di arrivare e dare un’occhiata voi stessi. Di posti dove dormire ce ne sono veramente tanti. Sono tutti nello stile pensioncina o guest-house, con piccoli bungalow-stanza. Tra le soluzioni più lussuose Surf’n’Sun, veramente bello e con un’atmosfera spettacolare, ma che costa sui 50 dollari a notte...circa 3-4 volte il prezzo medio delle soluzioni base. Ed il Mambo, direttamente sulla spiaggia, di fronte al Baby Point. Tra le più spartane, subito dopo il Mambo c’è un posticino di cui non ricordo il nome con qualche capanna sulla spiaggia.
Mangiare Se avete esperienza di cucina singalele in Italia, dimenticatevi quella varietà di cibi. Il menù è composto da pochi piatti. L’onnipresente (e molto gustoso) fried rice ed il rice&curry saranno ciò che il vostro stomaco vedrà recapitarsi maggiormente. Tra i ristoranti in cui vanno praticamente solo i singalesi del posto posso consigliarvi Meena’s (all’estremità sud), ed un posto dalla parte opposta del paese, lo riconoscete dal fatto che è una baracca in legno e lamiera con il tipo che cucina sulla piastra di fronte a voi, affacciato sulla strada. Inoltre anche il Food Garden secondo me è molto valido. Menzione speciale merita il kottu rotti: è un piatto povero ma gustosissimo. Piadina tritata e saltata con verdura e uova. Dovete provarlo, cercatelo in giro. Lo fanno ad esempio nel baracchino sulla viuzza tra Rupa’s ed il Mambo. Di fronte a Rupa’s troverete anche delle capanne dove e vendono il pesce sbarcato dai pescatori locai. Tonnetti come se piovesse. Poi dovrete trovare il modo di cucinarli.
Alcool A parte i ristoranti, birre (solo Lion e Lion Strong) e liquori vengono venduti solo in due negozi: dietro a Meena’s ed in un posto ultra-local che sta su una via 100-200m dopo l’estremità sud del paese. Chiedete ai tuktuk drivers.
Sicurezza Le tigri tamil sono acqua passata. Se c’è ancora qualche tensione è al nord. Ed i singalesi sono il popolo più ospitale che io abbia mai incontrato.
Attrezzatura surf Ci sono 3-4 posti dove noleggiare le tavole. Come potete aspettarvi, essendo un paese in via di sviluppo e costando una tavola da surf qualche mese di stipendio singalese medio, non troverete tavole nuove e/o in ottime condizioni.
Rapporti con le persone del posto L’anno scorso ero andato solo per fare surf. Mi sono ritrovato a cenare due volte in due famiglie diverse, a visitare una scuola, a passare del tempo genuino, non da turista, con ragazzi del posto. Unite la loro ospitalità, la serenità propria della cultura buddista, ed il fatto che il contatto col turista è per loro ancora relativamente nuovo....ed otterrete una miscela che vi condurrà naturalmente in amicizie con le persone del posto. Dovete solo lasciarvi contagiare dai loro sorrisi.
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